In cucina con Giusy D’Addio, la cuoca delle ricette Sgambaro

I consigli della foodblogger per dimagrire e stare bene attraverso un’alimentazione ecosostenibile e naturale. E per preparare al meglio la pasta a partire da ingredienti semplici.

Se avete apprezzato le ricette che abbiamo pubblicato in questi mesi sul sito e sui social, allora leggete questa intervista. Abbiamo parlato con l’autrice Giusy D’Addio, che le ha ideate per valorizzare al meglio la nostra pasta, a partire dai suoi principi: scegliere ingredienti di stagione, il più possibile naturali, per un’alimentazione ecosostenibile.

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Come scegli le ricette da proporre agli affezionati consumatori di Pasta Sgambaro?
Mi lascio ispirare dalla forma della pasta e dagli ingredienti di stagione che ho a disposizione. Inoltre cerco la semplicità e i sapori delicati, appena accennati, perché quando una pasta è buona non ha bisogno che il suo sapore venga coperto da ingredienti di troppo.

Primavera, tempo di diete. Cosa puoi consigliare ai nostri lettori che hanno intenzione di dimagrire?
Tante insalate e verdure verdi e amare. Daikon, rape bianche e rapanelli. Tisane di tarassaco. Farine, cereali e pasta integrale. Frutta di stagione lontano dai pasti. Se si hanno problemi di peso o di digestione evitare di mangiare cereali la sera e fare più pasti leggeri durante il giorno, anche 5.
Per depurarsi va bene per qualche settimana il succo di mezzo limone a stomaco vuoto al mattino, un’ora prima di fare colazione (se intestino e stomaco sono sani, altrimenti aspettare che lo diventino con una sana alimentazione prima di usare questo rimedio). Non fate nessuna dieta ma semplicemente iniziate a mangiare cibo sano e reale.

Ci sono delle “regole” importanti che secondo te sono sempre valide, ai fini del benessere del corpo?
Ognuno di noi è diverso, ma ho dei piccoli suggerimenti che possono essere utili a tutti e che io seguo con successo. Anzitutto non mangiare frutta o dolci dopo i pasti ma un’ora prima o due, tre ore dopo. Non mescolare insieme diversi tipi di proteine o diversi tipi di cereali o la frutta acida con quella dolce. Alcuni non riescono a digerire i cereali con le proteine vegetali o animali, e anche io a volte faccio fatica, per cui cerco di evitarli associati. Vale per tutti – e dico per tutti – il consiglio di ridurre drasticamente il consumo di prodotti animali e aumentare quello di vegetali: la vostra salute vi ringrazierà.

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Si crede erroneamente che la pasta integrale sia adatta alle diete. Al contrario, si sposa benissimo con i ragù di verdure che tu proponi…
È vero. La pasta integrale, grazie al suo contenuto di fibre, è ottima per chi deve perdere peso poiché migliora il transito intestinale. Ma io la consiglio a tutti perché contiene molte più sostanze nutritive della pasta bianca, soprattutto vitamine del gruppo B. L’ importante è masticarla bene, come d’altronde è meglio fare con tutti i cibi.

Affermi che il cibo possa essere in qualche modo una “medicina” con cui curarsi. Cosa intendi?
Intendo che il più delle volte ci si ammala mangiando e si guarisce mangiando. Ormai non è una semplice teoria ma un dato di fatto dimostrato scientificamente ma anche naturalmente da tutte le testimonianze delle persone che sono guarite da malattie anche gravi grazie ad un nuovo modo di alimentarsi e di vivere, me compresa.

Nella ricerca di un’armonia fra individuo e ambiente, è importante puntare a un’alimentazione ecosostenibile. Quali sono i tuoi criteri nell’acquisto degli ingredienti?
Gli ingredienti sono essenziali e devono essere di qualità. Da quando ho cambiato stile alimentare acquisto quasi esclusivamente prodotti locali e meglio se biologici e/o biodinamici (fanno eccezione qualche banana e qualche mango ogni tanto). Cerco infatti di evitare tutti i prodotti che hanno viaggiato tanti km per arrivare fino al supermercato vicino casa. Lo faccio per motivi ambientali ma anche perché un frutto o un ortaggio cresciuti in un luogo che ha un clima diverso dal nostro non penso siano adatti alle nostre esigenze nutrizionali, soprattutto se mangiati in grosse quantità.

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A volte le tue ricette contengono ingredienti ricercati, estranei alla nostra tradizione. Cosa ti spinge a proporre queste commistioni?
I miei piatti sono per lo più vegetali e io mangio quasi esclusivamente prodotti vegetali. Uno dei modi per integrare proteine, vitamine e sali minerali è quello di utilizzare le alghe e altri ingredienti come i semi e le noci. Questi prodotti sono a mio avviso importanti in una dieta vegetale, assunti ovviamente in piccole quantità. Altre volte invece lo faccio per migliorare la cottura di alcuni piatti: per esempio l’alga kombu se inserita nella cottura dei legumi li rende più digeribili.

Mangi vegano ma non sei vegana, ti ispiri alla cucina macrobiotica ma crei ricette che piacciono a tutti. La cosa interessante del tuo approccio è proprio questa “libertà di pensiero”…
Come già detto non sono vegana e sinceramente non mi piacciono le etichette. Penso che ognuno abbia il diritto di fare il suo percorso alimentare e non consiglierei mai di eliminare i prodotti animali e soprattutto di farlo in modo improvviso. Ciò che invece consiglio è documentarsi sui risvolti negativi dovuti all’utilizzo indiscriminato di questi prodotti sia sulla salute, sia sull’ambiente, sia sulla vita di queste povere creature. Ciò che consiglio è di ridurre, di ridurre tanto e gradualmente, e di scegliere prodotti di qualità.
Io ci ho messo 5 anni a ridurre e quasi eliminare i prodotti animali e sto bene. L’ho fatto senza fretta, dando al mio corpo il tempo di abituarsi ad assimilare nuovi ingredienti e senza la paura di dovermi definire in qualche modo come vegana, vegetariana, crudista o che so io.

 

Il numero dei vegetariani sta crescendo a vista d’occhio. Credi che sia solo una moda destinata a finire, o il segno di un vero e proprio cambiamento?
In realtà penso si stia tornando alla normalità. Gli allevamenti intensivi sono stati inventati nel ventesimo secolo e prima di allora la popolazione avevo accesso ad una quantità di cibo animale limitata e soprattutto di una qualità completamente diversa da quella attuale, senza ormoni, pesticidi e altre sostanze dannose. L’alimentazione fino ad allora era basata soprattutto sui cereali, legumi e verdure con piccole quantità di prodotti animali.

Per cui dal mio punto di vista stiamo tornando alla normalità, lentamente ma lo stiamo facendo… e ormai siamo in molti ad essere coscienti delle conseguenze dei nostri eccessi sulla salute e l’ambiente.

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