LO SPIRITO DI STELLA: DUE RUOTE SULLE ONDE DEL MARE – PARTE 1

Lo scorso mese vi abbiamo brevemente parlato della storia di Andrea Stella e dell’imminente viaggio in mare a bordo de “Lo Spirito di Stella“, la prima barca al mondo senza barriere architettoniche: da Miami a Trieste per portare al Papa a Roma la convenzione dei diritti della persona disabile.

A pochi giorni dalla sua partenza, Andrea ha deciso di raccontarci di ciò che ancora lo spinge a portare avanti la sua causa unita alla passione per il mare e la vela, per abbattere le barriere imposte alla disabilità.

Per un’avventura di questa portata è indispensabile tutto l’aiuto possibile. Ecco perché, carichi di bontà e pasta, anche noi siamo pronti ad affrontare con lui questa sfida, dando il pieno supporto all’intero progetto con ciò che sappiamo fare meglio.

Andrea Stella WoW
Andrea Stella durante la presentazione del progetto “WoW: Wheels on Waves” all’auditorium Pirelli di Milano il 12 aprile. (Fonte foto: web)

IL RACCONTO

“Era una serata tranquilla a Miami quando, senza alcun motivo, mi hanno sparato per rubarmi l’auto che avevo appena affittato. Dopo 35 giorni di coma indotto, mi hanno detto che non avrei più potuto camminare”.

Sono passati 17 anni da quel giorno di agosto in cui Andrea si trovava negli Stati Uniti per il suo viaggio di laurea. Ora tutto questo lo racconta col sorriso, ricordando che, se fino a quel momento la prospettiva di un ventiquattrenne era quella di entrare finalmente nel mondo degli adulti, ciò che ora gli si parava davanti era invece una sedia a rotelle da imparare a spingere.

Ma gli anni trascorsi e il fondamentale supporto di famiglia e amici gli hanno insegnato a sostituire il timore con un timone. Sì, perché la barca a vela era sempre stata un pensiero fisso e, nonostante tutto, continuava ad esserlo con vigore.

Così Andrea, dopo aver cercato senza successo dei mezzi che potessero supportare in mare la sua disabilità, riuscì insieme al padre ingegnere ad unire la creatività all’esigenza, dando una svolta a quella che sembrava una vita finita. Era il settembre 2001 quando iniziarono a costruire il catamarano su cui tutt’ora prendono il largo: una barca a vela di 18 metri per quasi 8 di altezza che, poggiandosi su due scafi, consente un viaggio sicuro per mare senza il pericolo di rovesciarsi.

“Se inizialmente l’idea del catamarano era nata per consentirmi di ritrovare il sorriso e tornare in mare, col tempo ci siamo resi conto di come questa barca avrebbe potuto rappresentare qualcosa di più. Specialmente per gli altri.”

Sono state proprio le diverse esigenze legate al mondo della disabilità – dal problema degli spostamenti in una città al trovare un servizio igienico adeguato in un ristorante – a far nascere l’associazione ONLUS Lo Spirito di Stella. Il messaggio è chiaro: porre attenzione ai bisogni delle persone disabili, creando degli ambienti e delle situazioni accoglienti, prive di barriere architettoniche e culturali.

Ecco allora che Andrea ha scelto di far vivere un’esperienza in mare a disabili e non, così da poter trovare il coraggio di portare al largo la propria vita.

Il prossimo 26 aprile Lo Spirito di Stella salperà da Miami dove tutto è cominciato e terminerà a ottobre a Trieste: un viaggio ecosostenibile di 14 tappe con 14 equipaggi diversi i cui membri collaboreranno alla gestione del viaggio e della vita in barca. Tappa fondamentale della traversata sarà New York, dove verrà ritirato il simbolo di quest’impresa, la convenzione dei diritti della persona disabile da consegnare a Papa Francesco a Roma.

Appuntamento alla prossima settimana con la seconda parte del racconto di Andrea, entusiasti di imbarcarci anche noi in questa bellissima avventura.

Lo Spirito di Stella

 

Fonte foto: Web

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