Viaggio nei campi del Montana, alle origini della pasta di Kamut®

Metodo biologico, natura incontaminata e grande cooperazione tra tanti piccoli produttori. Pierantonio Sgambaro è andato di persona a vedere dove nasce il grano khorasan Kamut®

Per respirare l’aria dei campi di Kamut® bisogna andare fino al Montana, dove le immense distese giallo oro sono il frutto del paziente lavoro di tanti agricoltori indipendenti. Qui la pasta di Kamut® Sgambaro comincia la sua storia, contraddistinta dalle tante cure che l’agricoltura biologica sa dare ai frutti della terra.

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L’emblema del grano khorasan Kamut® è Bob Quinn, l’agricoltore che per primo ha avuto l’idea direcuperare un grano antico e di piantarlo nei terreni ancora poco sfruttati del nord-ovest degli Stati Uniti. “Un gran lavoratore, pieno di idee ma con i piedi per terra”, racconta Pierantonio, “che miete il grano con la propria mietitrebbia e coltiva i prodotti del proprio orto per mangiarli a pranzo e a cena”. Bob Quinn e Pierantonio Sgambaro sono in contatto da anni: l’azienda veneta è stata una delle prime in Italia a credere in questa varietà di grano e a produrre pasta di Kamut® quando ancora si trattava di un prodotto di nicchia. Quest’estate Pierantonio ha avuto l’occasione di visitare i campi e le tante comunità locali che ruotano intorno al Kamut®. “Io, mia moglie e mia figlia abbiamo vissuto a casa loro,siamo entrati nella quotidianità di questa gente che vive con estrema semplicità. Nel paesino di Big Sandy, le usanze sono quelle dei nostri paesi cinquant’anni fa”, spiega Pierantonio.

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Il segreto del Kamut® e delle sue proprietà nutrizionali, sempre più apprezzate dai consumatori, è racchiuso nella natura benevola di queste terre, completamente incontaminate. Racconta Pierantonio Sgambaro: “Ho percorso centinaia di miglia senza incontrare un’auto. Si tratta di estensioni vastissime dove è possibile praticare un’agricoltura estensiva su terreni ancora poco sfruttati, ma anche applicare i complessi metodi dell’agricoltura biologica che richiedono diruotare le colture. Vale a dire, aspettare ben cinque anni prima di poter seminare di nuovo il grano duro”. A mille metri sul livello del mare, il clima secco e ventilato è ideale per un prodotto biologico. Il grano si difende bene da attacchi e non deve affrontare l’umidità, perché l’estate è secca e quasi del tutto priva di piogge.

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Bob Quinn collabora con una cinquantina di agricoltori: tra di loro c’è una relazione personale e amichevole, segnata dalla cooperazione e dalle soddisfazioni derivanti da una giusta retribuzione(che è possibile perché il prezzo di vendita compensa la bassa resa per ettaro di questa varietà di grano). Spiega Pierantonio: “Il consumatore italiano spesso pensa che Kamut® International sia una multinazionale, oppure demonizza questa varietà di grano come un puro strumento di marketing speculativo”, spiega Pierantonio. “A questi consumatori ‘scettici’ verso la pasta di Kamut® potrei dire: venite nei campi del Montana, e cambierete idea”.

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Per Pierantonio Sgambaro e la sua famiglia, il momento più emozionante del viaggio è stata la visita all’università della riserva indiana vicino a Big Sandy, dove una professoressa insegnava ai cittadini indiani come alimentarsi meglio per evitare le malattie che stanno affliggendo la popolazione, tra cui il diabete e i problemi cardiaci. Bob Quinn ha deciso di formarli a spese proprie perché imparino a coltivare il grano, a macinarlo e a produrre pasta di Kamut®, piuttosto che cibarsi di junk food e vivere di sussidi. D’altra parte, il biologico ben si sposa con lo stile di vita tradizionale di questo popolo. In questo angolo di paradiso, le stesse spighe di grano khorasan Kamut® sembrano chiedere di poter crescere in armonia con la natura.

 

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